Gli infiniti significati di Napoli-Milan

Nei giorni immediatamente precedenti all’intenso match di ieri sera, il nostro direttore Ciro Troise, in un articolo che ha riscosso un intenso successo, ricordando le imprese di Diego affermò: “Napoli-Milan è una partita di calcio, ma assume significati infiniti.”

Come dargli torto… e chi ha visto la partita di ieri sera, non può non accorgersi di tutto quello che c’è e ci sarà sempre dietro queste 2 squadre.

Il Calcio non è solo uno sport, è un fenomeno sociale, spesso un simbolo o meglio ancora una metafora della nostra società: un’immagine che deve sempre essere inserita in un contesto politico e culturale preciso. Purtroppo, la cornice italiana degli ultimi anni non favorisce la distensione emotiva, le differenze fra il nord e il sud del nostro paese lacerano costantemente la già pericolante unità ed il pallone diventa più che mai una sfera rovente.

Lo stile di iamnaples è stato e sarà sempre incentrato su un profondo equilibrio: quando si vince una partita non significa che stiamo lottando per lo scudetto, così come quando perdiamo non vuol dire che siamo condannati alla serie B. Siamo giornalisti, tifosi, appassionati, ma persone ragionevoli che non seguono il cavallo sterile della critica, così come sarebbe assurdo rivendicare complotti arbitrali… certo non sarebbe stato uno scandalo se l’arbitro avesse espulso anche un giocatore milanista, ma non è su questi presupposti che si crea una mentalità vincente.

La mia principale preoccupazione di ieri sera, non era solo la vittoria, che certo era importante. Il mio più grande desiderio era quello di vedere negli occhi dei ragazzi che rappresentano la mia città il fuoco e la passione, “gli occhi della tigre” come direbbe Apollo nel film Rocky, quello sguardo di chi vuole giocarsela a tutti i costi… e così è stato… fino alla fine gli azzurri hanno dato battaglia assediando spesso il Milan in 10 contro 11 !

Certo ci sono stati molti errori… nei primi minuti della partita abbiamo regalato il gioco ai rossoneri, ma alla fine dei conti possiamo dire di avere la testa alta sulle nostre spalle, nonostante la sconfitta.

Nella vita non è sempre importante vincere, ma incassare i colpi ed arrivare fino al 15esimo round. Ed proprio su questo punto che vorrei aprire un ulteriore riflessione. Siamo sicuri che noi napoletani abbiamo sempre gli “occhi della tigre” stampati sul nostro volto? Siamo certi che facciamo di tutto per innalzare la nostra città? Buttiamo un occhio verso ciò che succede ogni giorno…noi siamo quelli che testimoniano la grande accoglienza che il pubblico del San Paolo ha dato ai tifosi del Liverpool oppure siamo solo quelli che si buttano fango addosso chiamando tifosi quattro criminali terribili che il giorno prima aggrediscono i cittadini inglesi ?

Siamo quelli che lottano per la difesa del nostro territorio…oppure siamo quelli che da disfattisti affermano che Napoli e la Campania non hanno speranza? Guardiamoci dentro.

Spesso mi è capitato di conoscere delle persone intelligentissime, amici eccezionali, concittadini napoletani che non tifano e non sostengono la nostra squadra. C’è chi tifa per la Juventus, chi per il Milan, chi per l’ Inter, chi per la Roma,  etc e non nascondo che spesso ho avuto delle accesissime discussioni con queste persone.

Anche io da bambino, quando ancora non riuscivo a capire cosa significasse realmente il calcio avevo la passione per i club più titolati sparsi per l’Italia e l’Europa…

Poi si cresce e si intendono tante cose… si sviluppa il senso di appartenenza ed inizi a capire quanto  lo sport che ci fa impazzire non sia un semplice e puro motivo di spettacolo e di divertimento.

Dall’alba dei tempi, dall’antica Roma, l’intrattenimento pubblico, i giochi olimpici, le sfide nelle arene, non hanno mai avuto la semplice funzione di intrattenere la popolazione; le prodezze di un gladiatore o quelle di un atleta come quelle di un calciatore adesso, non hanno uno scopo solo ed esclusivamente ludico… un fenomeno come il calcio è un fenomeno che entra nella vita delle persone ogni giorno; è un fenomeno in cui la massa si sente rappresentata, i colori di una maglietta non sono solo esclusivamente i colori di un club, ma spesso sono i colori che rappresentano una città intera. Le fatiche ed i lavori di tante persone, che si guadagnano il pane sudando per tutta la settimana, spesso vengono ripagate solo dal calcio: una piccola felicità sociale. Perché, per questi uomini e donne, seguire la propria squadra significa allontanarsi per un momento dai problemi asfissianti della vita. Lo sport è aggregazione, su uno stadio si condividono valori, emozioni, sensazioni, idee… ed è dunque innegabile il valore simbolico, il significato che trascende la partita e si esplica nella nostra vita di tutti i giorni.

Proprio per questi motivi non posso non essere tifoso del Napoli, orgoglioso della mia squadra, perché il Milan, ad esempio,essendo qualcosa in più di un semplice team, condivide nel suo tessuto sociale, il simbolo preciso di una comunità che spesso è stata ostile alla nostra amata città. E questo purtroppo è innegabile, l’allenatore della squadra rossonera quando era a Cagliari non è stato il massimo della gentilezza nei nostri riguardi, così come il suo allora presidente Cellino. A San Siro non si cantano dei semplici cori di schernimento nei nostri confronti, ma in quelle parole c’è odio profondo, razzismo verso la nostra città. Ora con questo non si devono fare stupide generalizzazioni, a Milano ci sono tante persone perbene che assolutamente hanno nei nostri confronti un comportamento eccellente… però il mio quesito è un altro… perché fare parte di quella comunità di tifosi, quella milanista ad esempio, essendo napoletani? Perché dobbiamo condividere le nostre gioie con quelle persone che fanno della denigrazione della nostra città una loro ragione di vita?

Perchè proprio in questo momento così difficile per la nostra terra non ci uniamo, partendo anche da una passione sportiva?

Ieri notte mi è capitato di vedere la partita Casertana- Acireale, non sapevo il risultato ed al goal della squadra di casa ho esultato ed applaudito… ho gioito alla vittoria di una squadra della mia terra…avrei dovuto tifare contro Caserta? Se il calcio è solo un fenomeno estetico e sportivo di puro intrattenimento, perché non ci sono milanesi o torinesi che tifano per il Napoli? Eppure il Napoli ha avuto il calciatore più forte di tutti i tempi, che avrebbe potuto impressionare chiunque.

Forse quello che abbiamo da imparare purtroppo dal Nord è un po’ di difesa delle nostre radici, è dura dirlo, ma è così… fortunatamente qualcosa si sta muovendo in questo senso! Vi sottopongo, infine un video che riassume parte di ciò che ho affermato… vedetelo è molto interessante!

 

Mario Carleo

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