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Zanetti in conferenza stampa: “Napoli? E’ meraviglioso, ma proveremo a fare l’impresa”

Paolo Zanetti, allenatore dell’Empoli, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Napoli:

 

Con che atteggiamento volete andare a Napoli?

 

“L’atteggiamento è quello di far di tutto per portare a casa dei punti, questo è il messaggio che bisogna far passare. Il Napoli è una squadra meravigliosa, è una squadra che è un piacere guardarla, analizzarla. Secondo me al momento è tra le prime tre d’Europa e lo dimostra contro tutti, in casa e fuori e anche se ha dei giocatori importanti fuori, la musica non cambia. E’ inutile anche parlarne, però l’atteggiamento nostro deve essere non già proiettato alla partita altrettanto importante che abbiamo venerdì, ma per far di tutto per fare punti in questa partita e le scelte le farò in virtù di questo, senza contare la prossima partita ma mettendo in campo la miglior formazione possibile in base alla condizione fisica”.

 

Cosa avete imparato dalla sconfitta con la Juventus?

 

“Abbiamo imparato che non vogliamo fare certe figure, non piace a noi nè alla gente. Dovremo mettere in campo un atteggiamento diverso, con la Juve ce lo abbiamo avuto per una buona parte e poi lo abbiamo smarrito per vari motivi. Ci ha insegnato che contro questi tipi di squadre bisogna andare oltre noi stessi, qualche volta il 100% non basta, ma il 110% deve bastare a noi perchè obbiamo mettere in campo sempre il massimo della nostra capacità tecinica ed emotiva e contro quella squadra abbiamo sbagliato quello. Dobbiamo imparare da questo tipi di partite, sono squadre che hanno la capacità di farti gol a prescindere, ma le partite vanno giocate. Esistono giornate in cui certe cose ti riescono e altre non ti riescono, le partite si mettono in un binario anche in base agli episodi che dobbiamo andare a ricercare, con l’atteggiamento e la voglia di andare a Napoli a fare una grandissima partita e a fare bella figura. Questo non vuol dire che andremo a Napoli ad arroccarci dentro la porta, non lo vogliamo fare e non lo faremo mai a meno che non saremo costretti dall’avversario e dovremo essere bravi a soffrire tutti insieme, a partire dal centravanti fino al portiere”.

 

Impressioni sulla gara con il Sassuolo?

 

“Analizzando la gara ho visto cose migliori di quelle che pensavo a fine partita, perchè io penso sia stata la nostra migliore partita nella sua totalità. Abbiamo sia creato, sia subìto nulla, sia avuto lo spirito perfetto, sia chi è entrato ha fatto benissimo, ci sono state tante belle componenti. Una partita si valuta a 360° considerando anche che incontravamo un avversario forte che siamo stati bravi a non far sembrare così forte, abbiamo avuto dei meriti importanti da questo punto di vista. E’ una partita che ci sà un po’ più di consapevolezza di prima. Magari quando si incontrano in maniera ravvicinata delle grandi squadre si rischia di perdere un po’ di autostima ed è un tasto sul quale ho battuto tantissimo la settimana scorsa perchè vedevo i ragazzi un po’ frastornati, ma ci sta, perchè perdere non piace a nessuno, nemmeno a noi e nemmeno di fare delle figure che non dobbiamo fare, però contro le grandi squadre il rischio c’è, però tirarsi su e rimettersi in pista al massimo per certi tipi di partita, riuscire a portarle a casa, secondo me è un’iniezione di fiducia e di autostima incredibile e spero che questa cosa ce la portiamo domani in campo, perchè ci sarà per noi da provare a fare una grande impresa”.

 

La squadra ha una sua precisa identità e sa adattarsi alle caratteristiche dell’avversario. In relazione a questo, quali sono le caratteristiche per provare a far male a questo Napoli?

“E’ una caratteristica che ricerco nelle mie squadre e poi ognuno vede il giocar bene a proprio modo, per me non significa solo palleggiare o attaccare e basta. Giocar bene significa fare le fasi in un certo modo, farle bene, equilibrate ed è quello che secondo me si è visto contro il Sassuolo, si è visto quello che un po’ noi cerchiamo di essere, perchè sono convinto che questo nel tempo possa portarci all’obiettivo. Il presidente è stato abbastanza chiaro con me a inizio anno, da me pretende salvezza e che i giocatori venganno valorizzati, e pretende di giocare buon calcio. Noi cerchiamo di fare tutte queste cose. Non faccio nessun confronto, perchè chiaramente ogni allenatore, ogni squadra, ogni caratteristica è diversa e cerco di portare quello che è il mio credo, che non so se è quello giusto, ma è il mio. Io ci credo in quello che faccio e la cosa più importante è che vedo che i miei ragazzi ci credono anche loro ed è questa la cosa che conta, perchè a parole siamo tutti bravi, ma quello che è più importante è il rapporto tra me e loro. In virtù di questo, il Napoli ha un’identità abbastanza chiara, in questo momento è una squadra che imposta con due giocatori più uno e tutti gli altri sono in attacco. Alza i terzini a livello dei difensori, te ne mette altrettanti tra le linee ed è una squadra che accetta la parità numerica difensiva e qualche volta anche l’inferiorità perchè si sente forte, perchè è giusto che sia così. E’ una squadra che sa palleggiare senza sbagliare, sa andare sull’uno contro uno, sa attaccare gli spazi e ha grande cattiveria nell’attaccare la porta. Quindi, bisogna sicuramente difenderci bene, per andare a fare bella figura devo fare anche io il contrario, dobbiamo essere equilibrati, dobbiamo avere un’attenzione nei dettagli, massimale per la fase di non possesso, limitare gli errori tattici e individuali che possiamo fare noi. Possiamo controllare l’attenzione, i posizionamenti, il lavoro di squadra, gli spazi tra i reparti, i tempi ed essere più concreti. La percentuale concretezza e occasioni deve essere altissima per vincere contro questi tipi di squadre. Io non ricordo in 20 anni che sono tra serie A e B una piccola che batte una grande dominando la partita. Serve attenzione, coesione, precisione e d’altra parte un pizzico di fortuna serve”.

 

Col Sassuolo Cambiaghi e Ebuhei si sono fatti trovare pronti.

 

“Sono ragazzi che stanno crescendo, che sono integrati benissimo col gruppo, aspettano il loro momento con grande umiltà e quando poi vengono chiamati in causa rispondono e il risultato è anche frutto di questo, non arriva a caso. Diventa importantissimo, coi cinque cambi cambia la partita, sono ragazzi preziosissimi, ce ne sono tanti. Le partite si portano a casa anche grazie agli ultimi venti minuti che sono i peggiori perchè sono in bilico. E’ troppo importante che anche chi non parte si prepari nella stessa misura rispetto a chi parte titolare, è un concetto che ci ha dato l’esperienza, ci ha dato l’opportunità di migliorarci”.

Non ci sarà turnover contro il Napoli? Forse non ci sarà Kvaratskhelia, questo le fa piacere o la lascia indifferente?

 

“(Kvaratskhelia, ndr) Lo ritengo un giocatore straordinario, ma il Napoli è forte nella sua totalità, è forte come squadra e sarebbe irrispettoso verso il loro mister pensare a un giocatore solo. Il loro allenatore per me è il miglior allenatore in assoluto, che seguo sempre, la squadra gioca un calcio meraviglioso, veramente è andata a Bergamo senza quel giocatore lì ed ha vinto lo stesso e sappiamo la forza dell’Atalanta, quindi assolutamente non sono contento dei problemi altrui, non è una mentalità che mi piace, dobbiamo pensare a fare bene noi. Il turnover? Non sono un amante del turnover, se non obbligato. Quindi, abbiamo perso anche Destro e un ragionamento lì davanti va fatto però gran parte della squadra ha recuperato, devo cercare di mettere in campo la squadra migliore, non ho alternative contro il Napoli, significherebbe snobbare la partita e potrebbe farlo solo un folle”.

Marin è in crescita? Stojanovic potremmo rivederlo col Napoli?

 

“Stojanovic lo potremmo vedere in campo, Ebuhei è un giocatore un po’ fragile e magari fa fatica a fare tre partite di fila. Stojanovic è un titolare, ha sempre giocato quasi tutte le partite, sono abbastanza tranquillo, anche se Ebuhei sta facendo benissimo. Si è creata una bella competizione, spero che lottino per il posto come è giusto che sia. Marin è in grande crescita, sta facendo molto bene già da due, tre partite, ha sempre fatto la mezzala però ha le capacità tecniche per fare il play, doveva prendere confidenza col ruolo e questo sta accadendo. Inizia a giocare un po’ di partite consecutive e sta trovando confidenza nel ruolo, ed è determinante per un giocatore, per capire i movimenti, quello che gli chiedo io, i tempi di gioco, verticalizzare un po’ di più e secondo me è la cosa che sta migliorando tanto, e quidi sta diventando un nostro punto di forza, considerando che sta rientrando Grassi che ritengo un altro punto di forza, quindi in quella posizione siamo abbastanza coperti”.

 

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