Al “Chiovato” di Bacoli porte chiuse anche alla stampa fino alla telefonata del questore

Tifosi da Salerno non ne sono arrivati. Segno che, almeno in questo senso, la sentenza del Casms ha funzionato bene. Insieme con la squadra di Perrone, però, sono arrivati una ventina di accreditati tra giornalisti, fotografi e cineoperatori. C’erano anche gli operatori di Lira Tv, l’emittente salernitana deputata a trasmettere la partita in diretta televisiva su invito del prefetto De Martino. Tutti, però, sono rimasti fuori dal campo. Quando l’arbitro Lacagnina ha fischiato il calcio di inizio, così, sulla tribuna del Chiovato c’erano solo tre dirigenti del Salerno, il massaggiatore e l’addetto stampa.
Tutti gli altri fuori, controllati a vista da una decina di uomini indivisa tra poliziotti e carabinieri. Impossibile varcare i cancelli. E impossibile anche cercare punti di vista alternativi. È vero che il Chiovato non ha copertura e che il prato verde è visibile finanche dalla strada provinciale che s’arrampica fin sul castello aragonese, ma è altrettanto vero che la dirigenza della Sibilla le ha studiate tutte per evitare interferenze. Sulle grate che circondano il campo, infatti, sono stati montati lunghi teli verdi per impedire qualunque visuale. Chiuso al pubblico il castello, l’unico punto accessibile restava quello che sovrasta la porta alla destra della tribuna, nel piazzale del parcheggio del maniero che per l’occasione ha ospitato pure il pullman del Salerno targato Cstp.
Davanti al cancello del parcheggio, però, c’erano altri quattro o cinque poliziotti con l’obbligo di non far sostare nessuno una volta usciti dall’auto.

«Qui non potete restare, è proprietà privata, dovete andare via»,

hanno spiegato gli agenti dimenticando, però, che per accedere nella proprietà privata giornalisti e fotografi avevano regolarmente pagato il parcheggio. Inutili le trattative, tra incomprensioni, minacce di denuncia e anche un poco garbato «Non rompete le scatole». Inutile anche chiedere i perché dello sbarramento:

«Motivi di ordine pubblico»,

hanno chiosato i poliziotti ma resta il dubbio su come un paio di giornalisti possano disturbare l’ordine pubblico. E non regge neanche la spiegazione del custode del parcheggio:

«Non sono entrati i tifosi del Bacoli, volete entrare voi?».

Con la partita già cominciata da cinque minuti, il dirigente del commissariato di Pozzuoli in servizio all’esterno dello stadio ha ordinato l’apertura dei cancelli di concerto con la Questura. «Abbiamo deciso insieme», ha spiegato a fine partita salutando i giornalisti e quasi scusandosi per il trattamento quanto meno inusuale. Con una decina di minuti di ritardo, così, è cominciata anche la diretta televisiva. Ironia della sorte, non è durata neanche 45 minuti.

 

La Redazione

A.S.

Fonte: Il Mattino

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