Franco Ordine: “Scudetto? Nella mia griglia ho messo prima Napoli e poi Milan”

A Radio Napoli Centrale, nel corso di “Un Calcio alla Radio”, è intervenuto Franco Ordine, giornalista: “È stata appena terminata l’operazione chirurgica per Pablo Marì, le previsioni dicono che sarà recuperabile a gennaio, forse. La cosa più importante è che c’è una squadra letteralmente sotto shock perché obiettivamente poteva succedere una tragedia avendo il bambino nel carrello e la moglie a fianco. Una vicenda tristissima. Situazione campionato fin qui? Tra la partita col Monza e quella di Zagabria per il Milan ballano 5-6 cambi, più o meno come quelli tra campionato e Champions del Napoli. Per quanto riguarda l’Inter, devo dire che c’è stato un risveglio complessivo atletico e fisico da parte della squadra. Leggendo lo schieramento vediamo che i cambiamenti, al massimo, sono 2. La partita col Barcellona, ponendola in parallelo con quella del Bayern, si trovano perfette analogie: il Barcellona punta tutto su un attacco massiccio lasciando praterie alle spalle in cui ci si infila in contropiede. Questo ha meno valore, vale molto di più la ritrovata salute fisica. Da qui al 13 novembre l’Inter, al di là della Sampdoria, dovrà giocare a Torino e poi a Bergamo con Juve e Atalanta. Secondo me, queste due partite possono raccontare molto della situazione attuale della squadra. Il Milan questo nuovo corso l’aveva inaugurato con l’arrivo di Elliot, aveva un deficit molto pesante e ripianarlo arricchendo la squadra non è stato semplice. Nel caso del Napoli è tutto concentrato nell’estate e nella coraggiosa linea decisa da De Laurentiis nel rinunciare ai senatori e puntare tutto sulla nuova generazione rinfrescando anagrafe e gioco. Francamente devo ammettere di essere impressionato da Kim e dal suo grado di concentrazione per tutti i 100’. Scudetto? Questo è un anno anomalo, nella mia griglia di arrivo ho messo prima Napoli e poi Milan, ma è evidente che queste due società hanno un peso non indifferente. Super Lega? Secondo me sarà un approdo inevitabile. Non è pensabile che la UEFA sia colei che organizza i campionati, quella che decide le sanzioni, quella che incassa i diritti TV in regime di assoluto monopolio a spese dei singoli club che pagano i calciatori. La formula presentata in tutta fretta fu sbagliata, come anche il tempo di comunicazione”.

 

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