Juve Stabia, Braglia attacca il sindaco

Juve Stabia, Braglia attacca il sindaco

La Juve Stabia non va abbandonata a se stessa, le istituzioni devono esserle vicina. Nel giorno della chiusura ufficiale della querelle relativa all’ipotetico approdo del Sorrento al Romeo Menti con tanto di deroga concessa ai costieri dalla Lega Pro per l’utilizzo del Campo Italia per tutta la stagione, Piero Braglia estrae dalla propria faretra dardi resi incandescenti dal fuoco della passione diretti ad un’amministrazione comunale stabiese rea di trascurare il club gialloblu. «Il manto erboso del nostro stadio è ormai ai limiti della praticabilità – tuona il tecnico toscano –, prima o poi la Lega ci negherà l’omologazione e per noi saranno guai. In queste condizioni è assurdo anche solo ipotizzare di poter ospitare altre formazioni oltre a quelle che già usufruiscono di questo impianto, mi chiedo quando le forze politiche metteranno al primo posto una Juve Stabia che porta in alto il nome di Castellammare in tutta Italia. Siamo una delle poche società che in serie B non dispongono di un main sponsor e gli introiti derivanti dalla cartellonistica sono minimi, è giunta l’ora che il sindaco si ricordi della nostra esistenza sempre, non solo quando vi è da festeggiare. Sino ad oggi ho incontrato il primo cittadino solo in occasione della celebrazione a Palazzo Farnese della promozione e della salvezza, poi non si è mai interessato delle nostre condizioni. Se fossimo stati in Lega Pro saremmo già falliti, bisogna ringraziare solo i presidenti per questa favola».
Fiaba che bisogna portare avanti anche sul campo. «Un mese di lavoro non evapora in una sera, Baldanzeddu ha ragione quando parla di scarsa concentrazione contro il Livorno. Non voglio più vedere la mia squadra scendere in campo con un atteggiamento del genere, la prossima volta mi arrabbierò davvero e qualcuno potrebbe pagare a caro prezzo. Voglio uomini che con cattiveria e determinazione corrano, lottino e sradichino palloni dai piedi di chi ci affronta». Nessuno sconto per Zito e Bruno. «Il primo è consapevole di averci arrecato un danno enorme con la sua espulsione, non è più un ragazzino alle prime armi. In futuro non perdonerò ingenuità simili da chi, come lui, sa di essere fondamentale per noi. Discorso simile per un Bruno che deve cancellare la prestazione apatica di sabato, l’ho voluto fermamente affinché diventasse il nuovo Corona, non uno dei tanti».
Domani c’è il Brescia. «Match ostico, i biancazzurri dispongono di calciatori di categoria superiore come Caracciolo e, se non va via, Kone. Pur avendo ceduto Jonathas ed El Kaddouri la rosa di Calori risulta competitiva per una posizione nei playoff, solo ritrovando la nostra anima potremo dargli del filo da torcere. Al momento ho ancora dei dubbi in formazione, probabilmente non disporremo di Figliomeni. Scoprirete sabato chi impiegherò in luogo di Zito, sino ad allora giocherò a carte coperte: sono stanco di vedere nostri dirigenti confidare i nostri segreti ai quattro venti per acquisire credito, atteggiamenti del genere si registravano vent’anni fa». Una nuova alternativa per lo scacchiere di Braglia potrebbe giungere anche dal mercato qualora si chiudesse l’affare Ragusa. «Ogni volta che viene fuori un nome non lo prendiamo mai, lasciamo perdere. La situazione è complessa, su di lui vi sono lo stesso Brescia, la Reggina ed il Grosseto, solo stasera si saprà qualcosa in più». Per portare avanti la trattativa bisognerà prima cedere Caserta, il quale andrà a Lecce se il Varese acquisterà Gennaro Delvecchio dai salentini.

Fonte: Il Mattino

La Redazione

P.S.


La redazione di IamNaples.it

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