Napoli, comincia il giro del mondo

E poi la chiamano sosta: come se in quello spazio fosse compreso il riposo dei guerrieri, un pizzico di ozio e magari la possibilità di distrarsi. Mal comune, mezzo gaudio: però in questo giro del Mondo, c’è un altro pizzico di stress, forse più di un po’, perché giocare non rappresenterà l’unica fatica, ma bisognerà aggiungere l’aereo, il jet lag, le alterazioni, le differenze climatiche, l’alimentazione. La Nazionapoli ha già pronta la valigia e prima di ritrovarsi, passeranno giorni e giorni, lasciando all’esterno la percezione che questo stop possa essere salutare e dimenticando che – invece – c’è chi si farà una decina di ore di volo all’andata (e al ritorno) e una serie di appuntamenti che pesano nelle gambe, nella testa. Ma è il calcio del Terzo Millennio, piaccia o no, e poi vuoi mettere la soddisfazione, l’autostima che cresce, cresce, cresce e conduce sino alla Lazio. 

TANGO – L’Argentina è di nuovo sua e quel retrogusto amaro dell’ultima esclusione è già svanita: si gioca l’11 novembre a Buenos Aires contro la Bolivia e per quell’ora e mezza da far tremare i polsi, Sabella ha voluto con sé non solo Federico Fernandez, già intrufolato nel suo gruppo, ma pure Ezequiel Lavezzi. E’ un momentaccio, a Baires, dopo la sconfitta con il Venezuela e il pocho può contribuire con le sue scariche a scuotere una Nazionale un po’ ingrigita. Si parte con la Bolivia, poi si continua con la Colombia, in un derby personalissimo tra Lavezzi e Zuniga che a Napoli hanno scoperto di avere varie affinità e di essere molto legati.

MATADOR – La Nazionale è stata utile, a Cavani, per guarire immediatamente dopo l’infortunio contro il Villarreal, che gli costò l’Inter ma non gli pregiudicò la risposta (poi con gol) a Tabarez. L’Uruguay spende fisicamente – un po’ meno delle altre Nazionali, perché l’11 novembre affronterà il Cile di Vidal e poi il 15 sarà a Roma per l’amichevole con gli azzurri di Prandelli. Nell’elenco dei convocati per il doppio impegno, l’Uruguay aveva inserito anche Gargano, che però è fermo da Cagliari e che sta cercando di recuperare per il match con la Lazio. Almeno lui può dare un senso compiuto alla sosta, utilizzandola con la cautela necessaria e senza la spinta emotiva di doversi affrettare per rientrare: tra quindici giorni, con Mazzarri, ci sarà pure il mediano, che intanto guarderà la sua Nazionale in tv.

IL TANDEM – Titolari nell’ultimo Napoli, probabilmente titolari nella Svizzera che giocherà il 12 ad Amstedram con l’Olanda ed il 15 in Lussemburgo: Inler e Dzemaili camminano a braccetto da loro Europeo ormai irrimediabilmente compromesso possono trarre giovamento personale affinando l’intesa e provvedendo ad integrarsi ancor meglio di quanto sia stato possibile fare in quest’avvio di stagione. Riposare stanca e allora val la pena di approfittarne. 

SUPERAZZURRO – L’azzurro Italia gli sta benissimo addosso a Christian Maggio e a Morgan De Sanctis, talmente bene che contro Polonia e Uruguay ci saranno entrambi: nell’elenco dei ventiquattro, Prandelli ha inserito anche l’esterno e il portiere, ormai uomini di affidamento, zoccolo duro d’una Nazionale che si è guadagnata la simpatia. Otto napoletani in giro per il mondo, Castelvolturno che inevitabilmente si svuota: magari non è un riposo in senso letterale, ma certe gioie bisogna godersele, dopo averle conquistate.  

La Redazione  

A.S.  

Fonte: Corriere dello Sport

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