Tutino: “Che gioia ritornare in campo. Ora devo lavorare per ritrovare la miglior condizione”

Tutino: “Che gioia ritornare in campo. Ora devo lavorare per ritrovare la miglior condizione”

Una vita trascorsa nelle giovanili, a rincorrere sogni e pallone con quella maglia azzurra della sua città. Un campionato da protagonista con la Primavera, e poi l’arrivo a Vicenza, per il primo anno tra i professionisti. Tutto sembra filare liscio, fino a quel maledetto 10 agosto. Coppa Italia, contro il Bassano. Prima partita in maglia biancorossa. Qualche scatto, una finta, un dribbling e poi il ginocchio di Gennaro Tutino fa crac. Rottura del crociato e sei mesi di stop. Le lacrime nello spogliatoio e l’operazione a Villa Stuart. Mesi difficili, fermo e senza un pallone. Il carattere e la voglia di tornare in campo però, non mancano al ragazzo. E allora tanto lavoro e terapie per una riabilitazione lampo. Effettuata in parte a Napoli, quando ad ottobre, abbiamo conosciuto per la prima volta Genny. A dicembre la ripresa degli allenamenti e a gennaio le prime partitelle con i compagni. Quando tutto sembra pronto per il ritorno in campo con la maglia biancorossa, ecco però la chiamata del Gubbio. In Lega Pro per trovare più spazio, e minuti. Per scaricare sul campo la rabbia e la frustrazione di quel brutto infortunio. E poi dopo 169 giorni, ecco la nuova prima volta per Genny: minuto 60 di Gubbio-Prato. Ospiti in vantaggio e allora Acori manda in campo Tutino al posto di Marchionni. Dal Barbetti un’ovazione, per il debutto in maglia rossoblù, e quell’istante in cui pensi in un flash a tutto quello che hai trascorso prima di arrivare qui: “Ho provato un’emozione fortissima – ha confessa Tutino in esclusiva per Gianlucadimarzio.com – Erano sei mesi che non giocavo una partita ufficiale. Ho sentito il calore del nostro pubblico. Mi incitavano a ogni pallone toccato. Mi hanno sostenuto per tutta la partita. Un sensazione indescrivibile dopo i tanti sacrifici che ho fatto per ritornare in campo. Le chiamate? Tante. Chi mi conosce sa che cosa ho passato. Non è stato un periodo facile per me, ma per fortuna ora è tutto passato e penso solo a fare bene”.

E adesso? Come ti senti fisicamente? Quali sono le tue condizioni?

“Naturalmente dopo sei mesi senza giocare, la mia condizione non è ancora del tutto ottimale. Ho fatto soltanto 35 minuti. Ho bisogno di giocare ancora e prendere minutaggio. Per fortuna qui a Gubbio, sono nelle mani fidate del professor Scaia, che è bravissimo e mi sta aiutando molto con un lavoro personalizzato per permettermi di completare al meglio la mia riabilitazione. Adesso sto molto meglio, ora tocca solo giocare”.

Come è nata la trattativa con il Gubbio? 

“Dopo un periodo di riabilitazione giù a Napoli, sono salito a Vicenza per aggregarmi di nuovo al gruppo. A gennaio però, la squadra, consapevole del fatto che non avevo ancora ritrovato la miglior condizione, ha deciso di puntare su altri giocatori. A quel punto ho sentito l’esigenza di cercare più spazio altrove, e ho scelto di scendere di categoria. Avevo tre-quattro richieste dalla Lega Pro. alla fine ho scelto il Gubbio perchè mi ha voluto fortemente. Conoscevo già Acori, ho riscontrato tanta fiducia qui nei miei confronti e non ho esitato ad accettare questa nuova avventura”.

Il presente dunque si chiama Gubbio. Come è stato calarsi in questa nuova realtà?

“Mi sono ambientato subito bene qui. La squadra è composta da mix di giocatori giovani ed esperti. Ho ritrovato anche Igor Lasicki, mio compagno alla Primavera del Napoli che mi aveva parlato bene della squadra. In gruppo ci sono altri napoletani che nei primi mesi mi hanno fatto sentire come a casa. In generale tutti i ragazzi mi hanno riservato una bella accoglienza. Sono arrivato da poco qui ma mi trovo già molto bene. E’ un bel gruppo, siamo tutti molto affiatati. Vogliamo metterci in mostra e dimostrare il nostro valore. E’ una società sana e organizzata”.

Dal caos di Napoli, ai trentamila abitanti della tranquilla Gubbio. Che impressione hai avuto della città e dell’ambiente? 

“La città è piccola, ma davvero molto bella. C’è un ambiente tranquillo e sano per crescere. Si sta bene. Devi soltanto giocare a calcio e non preoccuparti di nient’altro. La tifoseria poi, è molto passionale. I tifosi fanno sentire sempre il loro sostegno, ci sono vicini e noi cercheremo di ripagarli al meglio”.

Il prossimo obiettivo adesso è quello di ritrovare il gol: “Non ho fretta. Spero che arrivi presto, ma per adesso l’importante è che la squadra faccia bene e che io recuperi la miglior condizione”.  Un nuovo futuro tutto da scrivere, Tutino riparte. Gubbio sullo sfondo, in attesa del primo gol e di tante altre soddisfazioni.

Fonte: Gianlucadimarzio.com


Traduttore e giornalista, ha conseguito con lode la Laurea Specialistica in “Lingue e letterature romanze e latinoamericane” presso l’Università degli studi di Napoli “L’Orientale” dopo aver concluso, il percorso triennale in “Lingue, letterature e culture dell’Europa e delle Americhe”. Nel 2010 inizia a scrivere per il mensile “Quattroparole” occupandosi di cultura, spettacolo ed attualità. Nell’agosto del 2011 approda nella redazione di Iamnaples.it dove si occupa, prevalentemente, di seguire l’avventura della Juve Stabia nel campionato cadetto.

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